Tronchi come pesci tronchi

Porto avanti questo sito nel poco tempo libero che la mia professione mi consente anche perché io stesso a volte ho bisogno di un buon maestro e quando necessito di un saggio consiglio rileggendo le pagine di questo blog riesco a trovare quello che mi occorre.

Capita a chiunque di non essere lucido in certi momenti, di essere in balia dei propri umori corporei e mentali e di non vedere nessuna stella nel mare in tempesta. L’importante in queste situazioni è saper dove guardare, anche se non vediamo nulla. Essere un maschio dominante non significa infatti essere privo di sensibilità e non soggetto alle umane paturnie: essere un maschio dominante significa saper affrontare questi terremoti con mente salda e stretta sicura al timore, come la soluzione a quanto piove non è tentare di far cessare la pioggia ma coprirsi con un buon ombrello o sotto un tetto finché non passa.

Ecco la lezione da imparare: per quanto il vostro cervello possa fare brutti scherzi, lasciatelo vagare dove vuole. Se vuole tornare a giorni passati, a passeggiate, a sensazioni, a sapori, fatelo fare. Godetevi questo pellegrinaggio di pippe mentali come fosse un giro in gondola: abbozzate un sorriso amaro e aspettate la fine del percorso.

Sopprimere questi pensieri non è utile; sono come la febbre: va fatta sfogare.

Se volete, pensate pure ad una città di mare in inverno, a divani e pouf, a libri e vasche. Cullatevi in queste sensazioni se salgono dal pozzo: del resto si tratta del vostro passato e quindi anche di voi stessi. Il futuro è un passato da scrivere e le ceneri possono diventare fiamma. Lasciate passare tutto questo e riflettete: secondo voi perché queste cose vi tornano alla mente?

Quando vi siete risposti, e rispondere è piuttosto facile, agite di conseguenza. Oppure aspettate che passi. Ma se torna di nuovo, e tornerà, ricominciate il giro tondo. O aspettate che vi bussi sulla spalla.

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